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“Io accolgo sempre con interesse l’elaborazione di nuove idee e di nuovi procedimenti. Credo che il settore che si svilupperà maggiormente nel prossimo futuro sarà quello dell’immagine elettronica. Questi sistemi hanno proprie specifiche caratteristiche strutturali, e sia l’artista sia l’operatore tecnico dovranno sforzarsi ancora una volta di comprenderle e controllarle.”
 
Ansel Adams, “Il Negativo”, 1981

 

DIGITALE… QUESTO MONDO INSIDIOSO

Come venditori di apparecchiature fotografiche con esperienza ormai ventennale
abbiamo notato che l’evoluzione nel mondo dell’immagine sta stravolgendo
abitudini e conoscenze di generazioni di fotografi ed appassionati.

La questione principale che emerge chiaramente è che a fronte di attrezzature sempre
più sofisticate e performanti (e costose) la CONOSCENZA dei nuovi prodotti non sta andando
di pari passo con la conoscenza delle tecnologie di gestione delle immagini e, quindi, con
la capacità di ottenere fotografie digitali di assoluta qualità.

Il punto è che questa disparità porta a risultati inferiori alle attese e alla spesa affrontata
per costruirsi un corredo fotografico “moderno”, penalizzando oltre al proprio investimento
 economico, anche la propria passione o professione. Ovviamente il discorso è riferibile
anche a chi è contento della propria affidabile attrezzatura analogica e ha acquistato uno
scanner per digitalizzare il proprio lavoro, soluzione che, pochi lo sanno, costituisce l’altro
 modo di diventare  “digitali”
, salvaguardando  i propri strumenti di lavoro ed ottenendo
risultati di altissima qualità.

In breve, abbiamo notato che i risultati, quindi le stampe, da sempre metro di giudizio
per tutti gli addetti ai lavori, spesso portano a riconsiderare la spesa fatta, tornando
 a desiderare il sistema analogico di cui in grande percentuale non si è più in possesso,
oppure a inseguire  l’ultimo modello presentato su internet o dal negoziante di fiducia
 sperando che nel frattempo la “qualità” sia migliorata, come per magia,
a livello delle proprie attese.
Chiaramente negli ultimi tre o quattro anni le fotocamere digitali di fascia medio
 alta (anche le compatte per la verità, sebbene non tutti i modelli) forniscono
risultati generalmente più equilibrati e qualitativamente superiori, non solo per l’aumento del
numero di pixel o della superficie del sensore, ma anche per il miglioramento tecnologico
dei componenti e, soprattutto, dei complessi algoritmi di conversione analogico-digitale
delle immagini da esse generate.
E’ altrettanto chiaro che noi fotografi, tranne pochi casi, non siamo riusciti a imparare COME
utilizzare al meglio le tecnologie offerte,
creandoci quindi sempre nuovi interrogativi,
alimentando luoghi comuni e il senso di diffidenza generale.
Attendere semplicemente che le case produttrici “migliorino” i loro prodotti non ci aiuta,
perché nulla potrà mai sostituirsi alla PADRONANZA del processo digitale.

 

 

Ricominciare per proseguire!

Ci stiamo quindi chiedendo come risolvere questa disparità tecnologia/utente che
 si sta ampliando invece di diminuire.

Ci stiamo anche chiedendo se la maggioranza degli appassionati e dei professionisti si
rende veramente conto di questo squilibrio. In molti casi si tende a dare la colpa degli
scarsi risultati alla propria attrezzatura e non alla poca conoscenza di come ottenere
e lavorare un file digitale in maniera OTTIMALE.

Qualche esempio, tanto per rendere l’idea. Con le attuali reflex da 6,3 milioni di pixel è
 possibile ottenere stampe di alto livello (quindi paragonabili ad un ingrandimento
da negativo 24x36) di dimensioni 50x70 cm, a patto di utilizzare ottiche di adeguata qualità
 in rapporto al vostro sensore, corrette modalità di ripresa e lavorazione e, non ultimo,
 un laboratorio di stampa con adeguata qualità professionale.

Inoltre mediante scansioni di appropriato livello le vostre dia beneficeranno della
 possibilità di essere finalmente stampate con la latitudine di posa desiderata (superiore
a quella della stessa diapositiva originale), e nitidezza indistinguibile dalle migliori stampe
da negativo-colore realizzate con ingranditore.
In questo caso il “digitale” (lo scanner)
 vi offre nuove opportunità, rivalutando il valore delle vostre attrezzature tradizionali
e restituendo valore ai vostri scatti d’archivio.

Diversamente da quanto siamo portati a credere, le ragioni dell’evoluzione da analogico 
alle tecnologie digitali non sono dettate solo da ragioni di mercato. Tali innovazioni,
 infatti, derivano direttamente dalle applicazioni militari, spaziali ed astronomiche,
dove l’unico obiettivo è rappresentato dalla necessità di MIGLIORARE sempre
più il risultato, sia in termini qualitativi che potenziali.

Purtroppo nel settore fotografico classico, invece, l’avvento del digitale viene
vissuto come sinonimo di svalutazione sia del risultato che del valore stesso della
fotografia
, ma le potenzialità e le risorse che esso introduce sono parte di un processo
 evolutivo importante e positivo, se correttamente affrontato.

Sarebbe quindi indicato affrontare il "problema" cambiando punto di osservazione, tornando anche ad
avere il gusto di imparare, di mettere in discussione le proprie convinzioni. Seguire dei corsi specifici. Ricominciare per proseguire!
Per poter finalmente tornare a parlare di immagine, di stampa, di
Fotografia!

 




 

Corsi, servizi e nuove proposte per il digitale
(visitate le nuove sezioni a sinistra sulla nostra home page)



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Foto dalla dimostrazione del 26 Maggio 2007

Dorsi Hasselblad (16 mega ) e (39 mega)








 


 

Per tutti i fotografi che utilizzano fotocamere digitali (e elettroniche in genere) in condizioni estreme....

http://www.luminous-landscape.com/essays/aa-07-worked.shtml

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